Asia, Pensieri lenti
comments 2

Sud-Est Asiatico: un biglietto di sola andata

viaggio di sola andata sud est asiatico

Manca un mese. 30 giorni, vi rendete conto? Tra un mese esatto parto per il mio viaggio nel Sud-Est Asiatico, con un biglietto di sola andata. Da sola. Ormai ci siamo.

Sono pronta? Assolutamente no. E meno male, altrimenti mi perderei l’emozione della sorpresa, dell’imprevisto. Per la prima volta in vita mia non voglio organizzare nulla. Non ho faticato a non farlo, stranamente: probabilmente con incoscienza, sento che tutto troverà la sua strada, che questo viaggio di sola andata prenderà la sua forma giorno dopo giorno. E probabilmente non rispetterà per nulla l’itinerario che ho abbozzato.

Di pronto ho solo il biglietto da Bologna a Bangkok, la Lonely Planet che ho letto quasi ogni giorno prima di dormire, l’assicurazione di viaggio, una prenotazione in un Centro Mindfulness in Thailandia, un quaderno bianco su cui scrivere questa nuova pagina della mia vita.

Come sto?

Come una che vive in una bolla e sente tutti i suoni lontani e dilatati: è normale?! La verità è che non so quale parte di me abbia trovato tutto sto coraggio, mollare il lavoro e dare forma ad un sogno che ho sempre avuto nella testa.

“Ciò che è destinato a te, troverà il modo di raggiungerti”

Ricordo benissimo quella sera durante un laboratorio di crescita personale, in cui ci hanno chiesto di rivelare agli altri del gruppo uno dei nostri sogni: Claudio mi dice: “Io voglio prendermi un anno sabbatico e girare il mondo”. Di fronte a quella frase ho sentito un brivido lungo la schiena, percependo chiaramente quanto anche mio fosse quel desiderio. Claudio poco dopo è partito sul serio e non è più tornato a casa: la sua storia incredibile ve l’ho raccontata qui. Io ci sono arrivata un po’ dopo, ma ci sono arrivata!

Mi sa che mi renderò conto di ciò che sto facendo solo quando metterò il primo piede sulla scaletta dell’aereo per Bangkok!

Io che non ho mai viaggiato oltreoceano, io che non avevo il passaporto, io che ho appena cambiato città e lavoro: un‘altra nuova partenza nella mia vita! Mi sento viva, libera di “prendermi” tutto il mondo, di scegliere come vivere ogni giorno. È tutta una questione di prospettiva: se mi facessi prendere dalla negatività realizzerei che sono una pazza incosciente che ha mollato un lavoro (quasi) sicuro. In realtà sono una sognatrice, che vuole inseguire un’ideale di vita dove c’è creatività, novità, bellezza.

Un viaggio di sola andata ti cambia la prospettiva

 

chi phat ecoturismo cambogia

Un’escursione in barca a Chi Phat in Cambogia, meta di ecoturismo

Un viaggio di sola andata cambia la dimensione del tempo: potrò permettermi di viaggiare con calma, scegliere come costruire il mio itinerario, come variarlo, sulla base delle mie emozioni. Potrò stravolgere tutto, potrò oziare giorni interi su una spiaggia, meditare sulle rive del Mekong, leggere interi libri a casa di chi mi ospiterà, prendermi tutto il tempo per sbagliare e comprendere una nuova cultura, un nuovo mondo.

È il viaggio della mia vita, con tutte le sembianze di un rito di passaggio: una cosa del genere ho sempre voluto farla da ragazza, appena finita l’università. Ma ho rimandato e rimandato…non era il tempo. Questo viaggio forse chiuderà una specie di ‘adolescenza prolungata’, facendomi entrare in una consapevolezza di donna, più sicura delle mie potenzialità.

La destinazione del mio viaggio di sola andata: il Sud-Est Asiatico

Le risaie terrazzate di Chiang Mai

Ci tengo a precisarlo: è nata prima la necessità di partire e poi la scelta della destinazione. Questo per dire che l’impulso a mettermi in viaggio da sola zaino in spalla è slegato dalla curiosità di esplorare il Sud-Est Asiatico. Ovvero la Thailandia, il Laos e la Cambogia non fanno parte dei miei TravelDream: tutto il mondo è meta dei miei viaggi da sogno! 😉

Quando ho sentito forte l’impeto di partire, ho preso il mappamondo, chiesto consiglio a qualche amico viaggiatore, valutato un po’ l’equilibrio politico interno allo Stato (giusto per non finire in zone dichiaratamente ‘di tensione’): la scelta è caduta sul Sud-Est Asiatico e sono così felice!

Bene, inizio a depennare i giorni del calendario: il countdown è ufficialmente partito.

[seguitemi se vi va, qui sul blog e nei social: sarà bello ricevere la vostra carica, ma anche consigli e dritte in viaggio!]

2 Commenti

  1. Avremo modo di sentirci prima della tua partenza ma intano ti mando la mia stima! A parte la bellezza dei luoghi (io conosco solo un po’ della Thailandia ma il resto lo posso immaginare), un viaggio vero, lungo e senza la fretta del turismo usa-e-getta, è una grande esperienza, anche se dovesse rivelarsi difficile.

    Per il resto, le cose che dice la “gente”, la presunta normalità delle scelte, delle prospettive di vita, del cosa dobbiamo fare ad una certa età, sono una percentuale di conoscenza della realtà vera delle cose pari a zero. C’è un universo vastissimo al di là di quello che crediamo e che pensiamo. Viaggiamo anche per quello, per collegarci a qualcosa di più autentico e grandioso, che stando fermi nei soliti luoghi, negli stessi pensieri, difficilmente potremmo scorgere.

    • Grazie Luca. Parto esattamente con questo bagaglio. Questo viaggio è un’urgenza, un bisogno di comprendere “toccando con mano” altri modi di vivere, altre prospettive. E’ muovermi per muovere, per trovare spazio alla piena realizzazione di me stessa, svincolandomi da dogmi e pre-giudizi.
      Grazie per la tua stima. Un abbraccio, a presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *