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Valli di Comacchio in bici: un paradiso sostenibile

Valli di Comacchio in bici o a piedi: non c’è un modo migliore per entrare in sintonia con questo angolo di Emilia Romagna dove i confini si perdono, dove l’azzurro assume connotazioni che mai avresti pensato potesse avere.

valli di comacchio in bici

Come una pagina bianca in cui sei tu a scrivere la storia, questo paesaggio ti invita a raccontargli chi sei e perchè sei lì: senza fretta si siede ad aspettare che gli confessi le tue gioie e i tuoi dolori, sapendo bene che dalla sua calma ne uscirai quasi esasperato, ma felice.

È di questo che ho bisogno oggi: un po’ con la scusa di andare ad avvistare i fenicotteri rosa che ora stanziano qui numerosi, cercavo nelle Valli di Comacchio spazio, apertura, vastità, dopo giorni e giorni chiusa tra mura e uffici. Qui lo sguardo può correre, fare le capriole e saltellare: non c’è niente che lo ferma. E se puoi lasciare libero lo sguardo, anche tu ti senti libera: è facile.

uccelli nelle valli di comacchio
La pace delle Valli di Comacchio

Così mi regalo un pomeriggio di libertà, un tempo per non essere più nessuno se non due occhi curiosi che camminano su un cuore scalpitante. Partita dal centro di Ravenna, arrivo fino a Sant’Alberto, piccolo centro ai margini delle Valli di Comacchio, e da qui salgo sul traghetto (chiamarlo traghetto è davvero un eufemismo, si tratta di una piattaforma mobile sulla quale salgono auto, bici e moto per passare dall’altra sponda del fiume Reno) che mi porta di là, nelle valli (50 centesimi, la corsa per i pedoni).

Non so bene cosa aspettarmi: le rive sono altissime e non riesco a scorgere il paesaggio. Ma l’omino del traghetto mi dice di girare subito a sinistra, se voglio scorgere i famosi uccelli rosa. E allora, dopo pochi passi, eccoli laggiù, sono tantissimi! Non ho un binocolo con me e non riesco a distinguere le sfumature di rosa, ma mi emoziona comunque vederli in lontananza, così eleganti nelle loro lunghe zampe in equilibrio sull’acqua

fenicotteri rosa delta del po
Quelle due strisce rosa in lontananza, sono i fenicotteri!

Valli di Comacchio in bici (e a piedi): tanti gli itinerari

fenicotteri rosa valli di comacchio
La valli di Comacchio regalano un vero senso di pace e tranquillità

Guardandomi attorno e vedendo un susseguirsi di cartelli turistici, mi rendo conto che Sant’Alberto è il fulcro di una serie di itinerari che attraversano le valli e si connettono ad altri percorsi anche internazionali, da percorrere in bicicletta o a piedi.

valli di comacchio in bici o a piedi
L’inizio di uno dei possibili itinerari in bici o a piedi nelle valli

Itinerari in bici nelle Valli di Comacchio

Adriabike, la ciclovia dell’Alto Adriatico [percorso luuungo!]

Mi piace pensare a quanto un luogo apparentemente così isolato, sia in realtà profondamente connesso con l’alto Adriatico fino alla Slovenia: partendo da Kranjska Gora, Comune della Slovenia nord-occidentale, sul confine con Italia e Austria,  è possibile infatti raggiungere Ravenna passando per Koper, Trieste e Venezia. Si tratta del percorso denominato Adriabike, un progetto che mira a promuovere la mobilità sostenibile sul territorio transfrontaliero. Grazie a questo progetto europeo sviluppato dal 2007, è oggi possibile ‘sfruttare’ una rete intermodale che consente di viaggiare ininterrottamente con la bicicletta lungo l’intero territorio dell’area coinvolta, passando anche per le Valli di Comacchio. Il tratto adriatico della ciclovia Adriabike costituisce anche una parte della ciclovia europea EuroVelo 8 (Mediterranean Route) e della ciclovia BicItalia 6. Insomma, un’Europa connessa dalle due ruote!

Pedalando fino al mare [percorso medio]

Da Sant’Alberto si può ovviamente raggiungere il mare con un percorso ciclabile ad anello (segnavia n. 4): i primi lidi che si incontrano sono quelli a nord di Ravenna, ovvero Casalborsetti, Marina Romea e Porto Corsini. Percorrendo le Valli di Comacchio in bici per una decina di chilometri si arriva ad un ponte nei pressi di una trattoria. Dopo un breve tratto nella vegetazione, si sale una scarpata e si attraversa il fiume Reno; ridiscesa la scarpata, il percorso prosegue verso sinistra, dove a un certo punto si incontra il cippo che ricorda il primo luogo di sepoltura di Anita Garibaldi e poco dopo la casa-museo Fattoria Guiccioli, aperta al pubblico, dove Anita morì nel 1849. Esiste anche un’alternativa molto suggestiva per pedalare verso il mare: discesa la scarpata dopo il ponte sul fiume Reno, svoltate a destra: la strada sterrata passa sotto il ponte e segue la riva del fiume disseminata di capanni da pesca, fino ad arrivare a nord di Casal Borsetti nei pressi del poligono militare e poi su, verso le altre spiagge di Ravenna.

capanni delta del po

Valle Furlana: da Boscoforte a Volta Scirocco [percorso breve]

La Valle Furlana è la porzione a sud delle Valli di Comacchio, lungo l’argine settentrionale del fiume Reno. Questo percorso ciclabile segue per circa 6,5 km la sponda del fiume per raggiungere prima l’Oasi di Boscoforte (attenzione, verificare quando è aperta! Io l’ho trovata chiusa da un enorme cancello), uno stretto cordone dunoso di epoca etrusca che si protende nelle valli per circa 6 km, e poi Volta Scirocco, riserva LIPU.

oasi-Boscoforte
L’oasi di Boscoforte

Quest’area naturale, denominata appunto Valle Furlana – anche se i confini chiaramente non sono ben definiti – è uno dei santuari italiani del birdwatching. Fenicottero, spatola, airone rosso, gru, volpoca, sterna maggiore, falco pescatore, aquila anatraia maggiore, sono alcune delle rarità che è possibile osservare in questo affascinante itinerario. Concedetevi una sosta in uno dei capanni attrezzati della tranquilla golena di Volta Scirocco, da cui potrete osservare questi magnifici uccelli.

Il percorso nella Valle Furlana

Itinerari a piedi nelle Valli di Comacchio

Come recita il cartello: in 15 ore di cammino, da qui te ne puoi arrivare anche a Ferrara. Ma se questa distanza ti spaventa (mica la devi fare tutta in un giorno, eh!), in poco più di 5 ore sei ad Argenta. Ad Argenta ti puoi connettere con la Stazione 6 del Parco del Delta del Po ed andare a scoprire l’Oasi di Campotto tra canneti, boschi e distese d’acqua oltre all’Ecomuseo, che comprende anche il Museo della Bonifica. In tre ore di cammino puoi arrivare direttamente al mare e da qui poi spostarti tra i vari lidi, oppure in una passeggiata di un’ora e mezza sei ad Anita, un villaggio nato alla fine degli anni 30 a seguito della grande bonificazione del Mantello, conosciuta perchè in questi luoghi spirò la moglie di Giuseppe Garibaldi in fuga dagli austriaci.

Dopo pochi passi sei nell’Oasi di Boscoforte che, come già detto sopra, è un vero paradiso naturalistico, localizzato su un cordone dunoso di epoca etrusca, che divide la valle di Porto dalla valle Lido di Magnavacca, uno degli angoli più suggestivi del Parco del Delta del Po. Un’area particolare perchè si mescolano una varietà di ambienti, legati alla contemporanea presenza di zone di acqua dolce e di acqua salmastra: canneti, salicoroneti, dossi sabbiosi e canali. L’avifauna è ricchissima: è il luogo privilegiato per la nidificazione e la sosta di volpoche, avocette, spatole e fenicotteri.

La salicornia, una delle piante tipiche di queste zone (si mangia pure!)

Valli di Comacchio: un paradiso di sostenibilità

Le Valli di Comacchio fanno parte del più ampio contesto ambientale del Delta del Po, una delle zone umide più importanti d’Europa, di recente incoronata Patrimonio Unesco e ne ha tutte le ragioni. Si tratta infatti della più vasta zona umida d’Italia che accoglie elementi di biodivesità che lo rendono un paradiso sostenibile per naturalisti, biologi, scienziati turisti e birdwatchers. Il cuore del Delta sono proprio le sue Valli, una vasta area lagunare che si affaccia sul mar Adriatico, divisa da questo da una fascia costiera e delimitate a nord dal corso del Po di Volano, a sud dal Fiume Reno.

Qui, un turismo sostenibile, attento agli equilibri di animali e piante che vivono dentro e fuori dall’acqua, è imprescindibile. Scarsa profondità e acqua salmastra, sono infatti l’habitat ideale non solo per i fenicotteri rosa, ma anche per avocette, spatole, volpoche e cavalieri d’Italia, insieme ad altre 320 altre specie censite.

Per approfondire

Le Valli di Comacchio sono il punto di partenza ideale per una vacanza sostenibile, in cui unire natura, arte e storia: da qui puoi raggiungere le città di Comacchio, Ravenna, Ferrara; visitare l’Abbazia di Pomposa e le delizie estensi disseminate nella campagna; e naturalmente puoi godere di un patrimonio naturalistico unico al mondo e raggiungere in bici il mare e le sue spiagge sabbiose, le saline, le zone di pesca, la pineta. Per approfondire www.ferraraterraeacqua.it

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