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Orto Botanico di Porto Caleri: magia di colori d’autunno

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Sapete come si forma una duna? E che esiste l’asparago di mare e che si può pure mangiare? Io l’ho scoperto durante una bellissima passeggiata guidata all’ Orto Botanico di Porto Caleri, in una splendida giornata d’autunno.

L’Orto Botanico di Porto Caleri

Armata di macchina fotografica e block notes, sono partita alla scoperta di questo giardino litoraneo, accompagnata da una bravissima guida ambientale che ci ha fatti divertire a riconoscere i frutti, le bacche e le varie specie di alberi e arbusti che lo colorano.

Il Giardino Botanico Litoraneo è situato nella parte più a nord del Delta del Po e proprio per la sua posizione è un territorio in continua evoluzione: qui l’acqua scorre inarrestabile e modella da secoli il paesaggio, con le sue piene e i detriti trasportati dal grande fiume. Per questo il giardino va visto in tutte le stagioni, per scoprirne l’anima che cambia al variare del clima e della luce. Si tratta di un ambiente naturale unico nel suo genere: si contano ormai sulle dita di una mano le aree litoranee italiane ancora ben conservate e preservate come questa, dalla forza distruttricdae del turismo balneare.

Gli habitat

Il giardino botanico è un viaggio nell‘evoluzione degli habitat: si parte dalla fitta pineta, passando per la macchia e le dune di sabbia, fino ad arrivare al mare.

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zona umida d’acqua dolce, dove si possono trovare numerose tartarughe

La guida che ci ha accompagnati ci ha fatto notare tantissimi particolari che altrimenti ci sarebbero sfuggiti: se non si è degli esperti, il mio consiglio è quello di affidarsi alla loro professionalità. Ci ha insegnato un trucco per riconoscere un olmo: voi lo sapete? 😉

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Come si riconosce un olmo?

Passata la pineta ad un certo punto si intravede il mare e da qui il paesaggio naturale cambia: inizia la macchia, puntellata di profumate piante di ginepro che romanticamente si fanno la corte. Sì, perchè il ginepro maschio guarda dall’alto la femmina, aspettando che il vento faccia volare verso di lei il suo polline. Questa me la sono segnata, non ci credevo!

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Ad un certo punto, si scorge all’orizzonte il mare…

Lentamente il percorso inizia a scendere dolcemente fino alla costa.  Qui gli arbusti  si fanno ancora più bassi e ti travolge l’inebriante profumo di liquirizia dell’elicriso, una magnifica pianta mediterranea dalle tante proprietà curative.

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Le dune

E poi finalmente si arriva alle dune: piccole colline di sabbia che si formano grazie al lavoro costante del vento e della vegetazione, che con le sue radici permette alla duna di fissarsi e di crescere. Non sapevo della grande importanza delle dune: forniscono alla spiaggia luoghi al riparo dal vento e dal sole e svolgono un ruolo fondamentale nella difesa della costa perchè ostacolano l’avanzamento del mare. In natura niente avviene per caso!

dune-orto-botanicoLa zona della laguna

Il percorso si conclude nella zona umida di acqua salmastra prossima alla laguna di Caleri. Ed è qui che abbiamo imparato le curiosità più strane sui sistemi di difesa delle piante dal caldo e dalla poca acqua: la salicornia, anche detta asparago di mare, ha rami a forma di piccoli cactus succulenti che le permettono limitare la traspirazione durante il periodo estivo oppure il fiordaliso di Tommasini dai suoi delicati fiori rosa.

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Una colorata distesa della salicornia veneta, anche detta asparago di mare

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Un dipinto di colori, che cambia in ogni stagione

Il Delta del Po mi ha regalato un altro gioello naturalistico che non conoscevo: un motivo in più per amare questo territorio tra terra e acqua.

3 Commenti

  1. Pingback: Escursioni Delta del Po in Autunno: qualche idea! | Viaggio Sostenibile

    • Grazie Natascia! Nel Delta del Po ci sono così tanti tesori ancora da scoprire…noi lo sappiamo bene! 😉

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