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Il Cadore in autunno: la natura si fa poesia

il cadore

Il Cadore in autunno è una sinfonia lieve, un acquerello dalle tinte calde, un profumo dolce di torta di mele. Nella stagione che anticipa l’inverno, il Cadore si raccoglie attorno alla sua natura che si prepara a dormire, non prima di regalarci un ultimo variopinto bagliore.

Dolomiti di Cadore: scoprile in autunno

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Le Dolomiti del Cadore

Tra il Piave, le vette dell’Alta Badia e Val Pusteria e la natura incontaminata della Carnia, il Cadore si accoccola tra dolomitiche rocce che al tramonto si tingono di rosa.

Questa regione dell’alto bellunese ad ottobre è un’ammaliante poesia di tinte aranciate nel tripudio del foliage, quello spettacolo che la natura ci regala prima di spogliarsi all’inverno, quel lento virare delle foglie che lentamente passano dai toni freschi del verde al caldo giallo, dall’oro e al rosso fuoco, prima di cadere a terra.

Amo questa stagione.

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Una mattina d’autunno in Cadore – Passo Tre Croci

In autunno le località si svestono di quella chiassosa “patina” turistica, dove tutto pare strillare per mostrarsi migliore. Poche le strutture aperte, la vita torna a regolarsi sui tempi della natura, seguendone l’umore più quieto: e ti ritrovi meno turista e più viaggiatore, attento a muoverti a passi delicati nella quotidianità della comunità.

L’atmosfera è raccolta, intima: viaggiare in autunno in Cadore è un po’ come sbirciare dentro la finestra di una casa, rubando istanti di calore famigliare.

In fondo, è questa l’essenza del viaggiare sostenibile: camminare in punta di piedi attraverso un territorio, rispettandone le espressioni e le sfumature, desiderosi solamente di crescere da questo incontro.

Cosa fare in Cadore: escursione (e arrampicata) alle Cinque Torri

una delle Cinque Torri nel territorio del Cadore
L’attacco del sentiero che porta alle Cinque Croci

Oltre 200km di sentieri attraversano il Cadore: per scoprire le montagne Patrimonio Unesco dell’Umanità non c’è modo migliore (e sostenibile) che farlo a piedi. Il Cadore racchiude una zona montuosa eccezionale se ami l’escursionismo: l’orografia del terreno comprende sia aspetti dolci e lineari, ricchi di boschi, pascoli e sommità prative, sia le connotazioni più severe dell’alta montagna (ci sono vette che superano i 3000m.); queste caratteristiche particolari offrono tantissimi itinerari di diversa difficoltà, spesso combinabili tra loro.

Tra questi, in una stupenda giornata d’autunno, ho scelto il Giro delle Cinque Torri, complesso montuoso all’interno delle Dolomiti Ampezzane, a nord-ovest di San Vito di Cadore.

Siamo a oltre 2000 metri e di fronte a me si staglia una vista che toglie il fiato, tanta è la sua perfetta bellezza: Lagazuoi, Tofane, Croda da Lago, Averau, Cristallo e Sorapis sono alcune delle cime che circondano in un solidale abbraccio l’area delle Cinque Torri.

Ai piedi delle Cinque Torri a Passo Falzarego

Il Giro delle Cinque Torri è un percorso facile ad anello che parte dal rifugio che porta lo stesso nome; percorrerlo significa ripercorrere anche la triste storia che ha travolto questi luoghi, quella legata alla prima guerra mondiale. Qui infatti puoi tentare di immaginare cosa potevano provare i soldati in trincea: il Museo all’aperto delle 5 Torri è un itinerario tra postazioni belliche perfettamente restaurate, trincee della seconda linea italiana della Grande Guerra che ancora oggi, nonostante il tempo, urlano il dolore della violenza.

le cinque torri in cadore
Le stupende Cinque Torri in un tramonto d’ottobre

Arrampicare sulle Cinque Torri

L'emozione di arrampicare sulle Cinque Torri
L’emozione di arrampicare sulle Cinque Torri

Arrampicare sulle Cinque Torri è una di quelle cose che proprio s’ha da fare se si viene in Cadore. Vuoi per il facile sentiero di avvicinamento, vuoi perchè offrono un ampio ventaglio di vie dai diversi gradi di difficoltà, questo complesso di massi e guglie è perfetto per una giornata attiva tra le Dolomiti.

Le Cinque Torri sono considerate una “palestra” per tutti gli appassionati dell’arrampicata, dagli alpinisti agli arrampicatori sportivi, da chi sta muovendo i primi passi, fino agli arrampicatori esperti. In effetti sono pochi i luoghi che offrono questo particolare insieme di condizioni (l’ambiente, la conformazione delle torri, la qualità della roccia), rendendo le Cinque Torri un complesso montuoso davvero unico.

Cosa vedere nel Cadore: il lago di Sorapis

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Il (famoso) Lago di Sorapis in autunno

Non mi piacciono le mete inflazionate, le località prese d’assalto per “colpa” del web, perdono il loro incanto: il Lago di Sorapis (purtroppo) è una di queste.

Se fossi una brava blogger, tra le cose da vedere in Cadore ti direi di non perderti questo lago diventato famoso per la sua acqua azzurrissima dalla consistenza lattiginosa. Invece ti dico di aspettare che quest’ondata di popolarità passi, così che questo piccolo lago dolomitico torni placido a specchiare le meravigliose cime del parco naturale d’Ampezzo.

L’affollamento non si confà alla montagna, così bisognosa di silenzi perchè ci possa parlare.

Complice il tam tam dei social network, da un po’ di tempo il Lago di Sorapis è meta di pellegrinaggio domenicale di orde di escursionisti improvvisati, che più che cercare la sacrale bellezza della montagna, sembrano cercare il selfie perfetto.

Per carità, generalizzare non è mai cosa da fare, ma la montagna ha un’anima schiva, che richiede pazienza e cura per essere conosciuta e amata in maniera consapevole e sostenibile.

Escursione al Lago di Sorapis in autunno

la magia del cadore in autunno
Inizio del sentiero verso il lago di Sorapis in Cadore

Va detto: l’escursione al Lago di Sorapis non è cosa da fare con le Converse ai piedi (giuro, ne ho visti!). Il sentiero CAI n. 215 che da Passo Tre Croci porta al lago, è classificato per esperti per via di alcuni tratti attrezzati e passaggi lievemente impegnativi.

L’autunno irradia il suo caldo bagliore su ogni cosa, come un manto dorato che ricopre di eterno la natura: percorrere questo sentiero del Cadore è come svelare un tesoro, incastonato tra le guglie maestose del Cristallo, boschi di larici e in lontananza le Tre Cime di Lavaredo.

vista sulle cime dal sentiero che porta al sorapis
Paesaggio autunnale lungo il sentiero 215 verso il Sorapis

Il lago di Sorapis si svela come una gemma turchese di questo tesoro naturale, nell’abbraccio dell’anfiteatro di pietra creato dalle maestose creste del Circo del Sorapis. A dominare la vista il “dito di Dio”, uno spuntone del monte Sorapis che prende il nome dalla sua particolare conformazione. Le eleganti cime si specchiano sulle acque azzurre di questo laghetto montano dagli incredibili riflessi, risultato delle sottilissime polveri di roccia portate dal ghiacciaio omonimo che gli dà vita.

il lago di sorapis in autunno
Il Lago di Sorapis nella stagione autunnale è purtroppo quasi privo d’acqua

Un regalo per gli occhi, un regalo per il cuore.

4 Commenti

  1. Ciao Selene! Ancora una volta complimenti per i tuoi articoli, mai troppo lunghi e sempre molto piacevoli e stimolanti da leggere Siamo stati lo scorso mese in questa zona e concordiamo con te sull’affollamento dei sentieri. La situazione al lago di Sorapiss è decisamente pericolosa (sia per l’impatto sull’ecosistema, sia per il pericolo potenziale che gli escursionisti non esperti costituiscono per gli altri). Avendone la possibilità, torneremo sicuramente tra queste cime (le 5 torri ci mancano ) scegliendo periodi fuori stagione!

    • Grazie carissima che mi leggi e grazie per il tuo commento! 🙂 Chi ama la montagna soffre nel vedere il poco rispetto e la poca comprensione della sua anima profonda.
      Devi assolutamente tornare alle Cinque Torri, sono spettacolari!!
      Un abbraccio

  2. Roberta says

    Mi piace viaggiare con te
    E’ gioia pura scoprire luoghi sconosciuti attraverso i tuoi occhi ma lo è ancora di più quando ripercorro una strada già fatta ma senza dubbio, troppo di fretta !!

    Ciao
    Buon cammino
    Roberta

    • Roberta carissima, per me è invece sempre una gioia riuscire ad emozionare con le mie parole: spero siano uno stimolo per riscoprire luoghi già visti con occhi nuovi e curiosi!
      Grazie come sempre, un abbraccio

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