Pensieri lenti
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E tu, come GUARDI la vita?

“Quando vivi il vecchio, non puoi cogliere il nuovo”: non c’è frase più semplice e disarmante di questa. Sì, ma come si fa a smettere di vivere il vecchio e iniziare a cogliere il nuovo? E poi questo nuovo, cos’è? C’ho riflettuto tanto e ve ne vorrei parlare.

Guardare il buio

Odio quelli che ti dicono che bisogna essere positivi. Non è che uno si trasforma in una persona positiva schioccando le dita. O ce l’hai dentro questa propensione o non fa parte di te. Stop. E io non ce l’ho mai avuta, per me tutto doveva per forza andare male, finire. E infatti andava così. ‘Vita bastarda’, pensavo dentro di me. Ero certa che si accanisse contro di me, che mi volesse insegnare una lezione che stentavo a capire. E io cosa facevo? Per reazione mi incazzavo ancora di più, mi chiudevo, le giravo le spalle. Ma soprattutto disprezzavo ciò che avevo, ciò che sapevo fare, ciò che ero.

“Ognuno percepisce il mondo esteriore in funzione del proprio stato interiore” – Ostad Elahi

Che fosse proprio questo il problema? Un’ovvietà, penserete. Ma non c’era verso che riuscissi a cambiare il mio mondo interiore o, almeno, a riconoscerne le forme per comprendere i motivi per cui anche quello esteriore non mi rendeva veramente felice.

Tanti modi di vedere

cambiare vita- essere felici (1)

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio e vide (blépei) che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.
[…]
Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide (theôreô) due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide (theôreô) Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro mio! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto (horaô) il Signore» e anche ciò che le aveva detto.

Ho preso questo passo del Vangelo perchè qui è condensato tutto il senso del cambiare sguardo: tre modi diversi di indicare l’azione di vedere, tre significati completamente diversi di trasmetterne il senso.

Blepô (vedere con gli occhi) è usato per designare una semplice visione materiale: vedo e basta, non sento niente, mi rendo conto di quello che ho davanti; theôreô (vedere con la mente) indica un vedere materiale però attento, scrutatore, quasi dubbioso: Maria ‘vede’ Gesù ma ancora non crede sia lui, non percepisce dentro di sè questa verità; ed infine c’è horaô (vedere col cuore, dell’anima): Maria finalmente vede col cuore, non ha dubbi, perchè SENTE che quello che è successo è vero, vero per lei, è la sua verità cieca, senza più alcun dubbio. E la sua realtà magicamente cambia e così il suo stato d’animo, prima triste e disperato, ora felice.

Se ci pensiamo, la realtà dei fatti era però rimasta la stessa.

Cosa voglio dire con questo?

Voglio dire che cambiare vita inizia solo cambiando sguardo: significa riuscire a modificare le prospettive e le angolazioni con cui si guardano le cose, mettere a fuoco le situazioni prendendo da loro la giusta distanza, cercare la causa di ciò che accade dentro di noi e arrivare a trarre delle lezioni anche dalle situazioni negative.

Cambiare vita cambiando sguardo

cambiare vita- essere felici (2)

“Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa” – Tolstoj

Ma come si fa a cambiare sguardo per cambiare vita? Io ho fatto così: sono partita da quello che avevo. Niente. O meglio, me stessa. E quelle due o tre cose che mi facevano stare bene. La passione per la scrittura,  il desiderio di libertà, la curiosità di viaggiare e di conoscere persone nuove. Queste cose non avevano una forma, erano ‘solo’ dei punti fermi dentro di me dai quali però non potevo prescindere. Ma nel momento in cui VEDI te stesso, sai chi sei e cosa vuoi per la tua vita. Puoi anche non fare niente al momento, non cambiare assolutamente nulla del tuo quotidiano. Puoi continuare nelle tue solite attività che magari non ti rendono felice, ma la rivoluzione è già iniziata perchè hai scelto, TI SEI SCELTO. Hai scelto di guardarti per quello che sei nel profondo, hai deciso di essere sincero almeno con te stesso. Hai scelto di amarti.

Hai cambiato il tuo sguardo che dall’esterno (vedo cosa fanno gli altri, cosa pretendono da me, come mi giudicano) è ora rivolto all’interno. Alle tue potenzialità, a quello che ti rende unico come essere umano.

Se il tuo sguardo è rivolto al tuo interno, a guardare la tua anima, dipendi sempre meno dagli altri, dal loro giudizio, dai loro consigli (per carità, anche a fin di bene!): sei troppo impegnato a trovare il modo di esprimerti, a creare il tuo spazio nel mondo. Da questo momento sai che la felicità dipende da te (libertà). Sai che nulla ti può far felice se tu non lo sei. Sai che la tua felicità non sono più gli altri, ma dipende da te perché in ogni istante sei tu che ti relazioni con gli altri.

Hai iniziato a GUARDARE COL CUORE, col tuo cuore.

Nei fatti, dunque, può non cambiare niente. La realtà può restare la stessa (come era successo per Maria): sei tu che hai cambiato sguardo su di essa. Hai cominciato a guardare quello che sei, con tutti i tuoi pregi e i tuoi difetti, i tuoi limiti e le tue paure, ma hai ammesso a te stesso ciò che ti fa stare bene.

Non ti preoccupare poi di come fare per dare concretezza a tutto questo, di come cambiare la tua vita. Un passo alla volta. Ora il tuo sguardo è cambiato, ora senti e sei vivo. Il resto lascialo fare alla vita: ti porterà esattamente dove tu, in fondo, desideri andare.

«Lo sciocco cerca
la felicità lontano,
il saggio la fa crescere
ai suoi piedi.»

(J. Openheim)

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